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Tesseramento 2011

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BOMBA DI BRINDISI: PROFONDAMENTE ADDOLORATI PER UN VILE ATTENTATO

Attentato Brindisi

Il Circolo del Partito Democratico di Arcisate è profondamente addolorato per quanto accaduto di fronte alla Scuola Morvillo – Falcone di Brindisi.

Un vile attentato, la cui matrice dovrà essere verificata dagli inquirenti, ha causato la morte di una giovane ragazza oltre al ferimento di altri studenti che stavano attendendo l’inizio delle lezioni.

Di fronte ad atti di inaudita crudeltà e violenza, occorre una reazione civile immediata larga e partecipata da parte di tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della nostra convivenza. Chi vuole riportare il paese nella spirale della violenza deve essere subito sconfitto.

Il Circolo del Partito Democratico di Arcisate, invita tutte le forze politiche, sociali, i rappresentanti nelle istituzioni locali, le associazioni del territorio ed i cittadini a partecipare al presidio organizzato lunedì 21 Maggio alle ore 18.30 nel parcheggio delle scuole medie di Arcisate per condannare il terribile attentato avvenuto a Brindisi.


Fabio Zagari – Segretario del Circolo di Arcisate

 


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DOVESE, MOTTA E VELMAIO: ORA CI VOGLIONO I SERVIZI

Dovese-Motta-VelmaioIl Partito Democratico sostiene da tempo che la Farmacia Comunale di Arcisate, controllata dalla maggioranza di centrodestra attraverso un CDA unilateralmente nominato, meriti ben altra collocazione per incrementare servizi e fatturato.

Negli anni abbiamo visto come le aree del Dovese e di Velmaio siano state interessate da una forte urbanizzazione e, stando a quanto indicato dal Piano di Governo del Territorio la tendenza sarà quella di incrementare il numero di cittadini nella zona. Oltre a questo, ritroviamo una struttura scolastica importante che ospita un numero considerevole di bambini residenti nelle due frazioni.

In continuità con quanto sostenuto dal Partito Democratico in questi anni circa la necessità di creare una rete di servizi per un’area oggi così popolosa e con l’obbiettivo di incrementare introiti e servizi offerti da parte della Farmacia Comunale, siamo convinti che sia arrivato il momento di predisporre una nuova collocazione per la società gestita dal Comune e garantire nuovi servizi ai cittadini.

In particolare, vista anche la costruzione della nuova tangenziale Arcisate-Bisuschio che aumenterà il traffico nella zona del Dovese, chiediamo che si ragioni sullo spostamento della Farmacia Comunale in un’area fortemente popolosa garantendo anche strutture capaci di aumentare il numero e la tipologia di servizi erogati ai cittadini. Questo mantenendo l’elevato grado di competenze dei dipendenti della Farmacia Comunale.

Considerato che Brenno Useria conta 1886 abitanti ed è dotata di un locale adibito ad ambulatorio medico oltre ad un dispensario farmaceutico, crediamo che con i loro 2621 abitanti le frazioni del Dovese e di Velmaio meritino un servizio equivalente peraltro dovuto che agevolerebbe notevolmente una fetta di cittadini arcisatesi molto anziani ma anche quei genitori che non hanno la possibilità di spostarsi con mezzi propri per portare i propri figli nel complesso ambulatoriale di via Campi Maggiori.

Arcisate nei prossimi anni sarà letteralmente divisa in due dalla nuova tangenziale e i cittadini insediati nell’area del Dovese e di Velmaio dovranno vedere garantiti servizi minimi di assistenza.

Dopo anni di cementificazione è tempo che il centrodestra si decida ad affrontare almeno il tema dei servizi ai cittadini; insistiamo nel dire che i rioni del Dovese e di Velmaio siano ormai diventati un paese nel paese e che debbano essere garantite assistenza ai cittadini e sicurezza. Temi su cui, sino a questo momento, la maggioranza è stata latitante.


Fabio Zagari – Segretario PD Arcisate


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ITALIA BENE COMUNE - Lettera di Pierluigi Bersani

Bene Comune - BersaniCare iscritte, cari iscritti,
il 25 aprile noi italiani ricordiamo la liberazione dal nazifascismo e la resistenza di quanti lottarono anche a costo della vita per la libertà e la democrazia nel nostro paese. Se oggi noi viviamo in un mondo migliore lo dobbiamo anche a loro. Per queste ragioni, la celebrazione del 25 aprile per noi democratici non è un semplice rito, ma il momento in cui ciascuno rinnova l'impegno personale e collettivo per la difesa e lo sviluppo della democrazia in Italia e in Europa.
La ricorrenza del 2012 si presenta da questo punto di vista ancora più significativa. Fin dall'inizio il Partito democratico ha avuto l'ambizione di essere il partito della liberazione, della Costituzione e della ricostruzione civile e democratica dell'Italia. Abbiamo passato anni terribili. Il populismo ha governato il paese, portando l'Italia sull'orlo del burrone. Noi abbiamo lottato contro questa deriva, chiamando tutti alla riscossa civile, per riportare l'Italia nell'alveo del modello europeo...
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ARCISATE - STABIO, CATTANEO PARLA DI RESCISSIONE DEL CONTRATTO

Ottobre 2011 - Accordo Salini-RFI-Regione LombardiaApprendiamo dagli organi di stampa locali che il cantiere della Ferrovia Arcisate-Stabio sarebbe a rischio a causa delle criticità tra Rete Ferroviaria Italiana e la società Salini.

Le parole dell’Assessore regionale alle Infrastrutture ed alla Mobilità Raffaele Catteneo, preoccupano il Partito Democratico. Già lo scorso Ottobre ci eravamo mobilitati per accendere i riflettori su un primo rallentamento dei lavori e speravamo che la questione si fosse risolta definitivamente.

La Valceresio non può assolutamente permettersi di rimanere a lungo con una ferita di questa portata sul territorio. Avevamo avuto garanzie dall’Assessore Cattaneo che la questione si fosse risolta con l’accordo firmato dalla parti in Regione Lombardia il 25 Ottobre 2011. A quanto pare siamo tornati al punto di partenza; evidentemente l’accordo trovato non era così solido come ci era stato detto.

I cittadini della Valle soffrono la presenza dei cantieri, pagando enormi disagi. In particolare la mobilità tra i paesi della Valceresio e il capoluogo di Provincia sono fortemente compromessi. Eppure, di fronte alla prospettiva di una ferrovia moderna, i cittadini avevano accettato la presenza di cantieri così invasivi.

E’ chiaro che in questa situazione, il Partito Democratico, vuole assumere una posizione assolutamente propositiva nel tentativo di capire quale strada possa essere adottata per evitare che si arrivi ad una rescissione del contratto in essere. La prospettiva di fronte alla quale siamo messi è assolutamente inaccettabile: perdere due anni sarebbe un danno enorme anche per le aziende del territorio che faticosamente tentano di mantenere le proprie attività, garantendo occupazione in un momento così difficile per l’economica locale e nazionale, nonostante la forte penalizzazione dei collegamenti con il resto della Provincia.

I grossi dubbi che rimangono irrisolti riguardano soprattutto le fasi propedeutiche all’apertura dei cantieri; nonostante i carotaggi e le analisi lungo tutto il percorso della ferrovia Arcisate-Stabio, solo a lavori in corso ci si rese conto che il livello di arsenico presente nel terreno fosse sopra la media. I più maliziosi, potrebbero pensare che aver taciuto sui risultati delle analisi e attendere che la ferrovia venisse totalmente demolita, sia stato un metodo per avere il coltello dalla parte del manico e vantare maggiori risorse. Peraltro, in somma quasi equivalente al ribasso d’asta che consegnò il lavoro alla Società Salini.

Già in quella fase l’intera Valle e gli operai impegnati nei cantieri della Ferrovia, vissero con apprensione l’eventuale blocco dei lavori.

Ora non vorremmo ritrovarci di fronte all’ennesimo tentativo di far lievitare i costi di un’opera così importante e strategica per il nostro territorio. Prassi ormai consolidata nel sistema di realizzazione delle infrastrutture nel nostro paese che si ripercuote pesantemente sui tempi di realizzazione delle opere e, ovviamente, sulle tasche dei contribuenti.


Fabio Zagari – Segretario PD Arcisate


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FRONTALIERI, ESPLODE LA QUESTIONE DEI RISTORNI AI COMUNI DI FRONTIERA

FrontalieriL'approvazione, nel Parlamento svizzero, di una mozione sostenuta dall'intera deputazione del Canton Ticino con cui si chiede di modificare la quota di ristorno del prelievo fiscale sul reddito dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, diminuendolo dall'attuale 38,8 per cento al 12,5%, ha provocato l'immediata e stizzita reazione dei Comuni del versante italiano.
Enrico Borghi, Vicepresidente ANCI, ha affermato che i diritti dei lavoratori frontalieri debbano essere tutelati e difesi e che i nostri Comuni di confine non debbano essere usati come arma contundente per uno scontro di politica estera che ci auguriamo non si inneschi e sul quale si chiede da subito l'attenzione delle autorità italiane”.
Da tempo seguo con attenzione le molteplici questioni riguardanti i frontalieri italiani che, soprattutto in questi ultimi anni, pagano gli effetti del gelo che caratterizza i rapporti tra Roma e Berna, come giustamente sottolinea Borghi. Proprio partendo dalla mozione approvata dal Parlamento svizzero, è stata presentata un'interrogazione in Commissione affari esteri della Camera per far luce sulla posizione italiana in merito alla vicenda. Nell'interrogazione in questione, dopo aver evidenziato le gravi ripercussioni per la decisione unilaterale adottata dal Governo ticinese nel 2011 (blocco del 50% dei ristorni fiscali all'Italia, che ha fatto venire meno una fonte importante di finanziamento per i Comuni e le Comunità montane localizzati nella fascia di confine di 20 chilometri), è stato posto l'accento sulle conseguenze disastrose per le casse e l'economia dei Comuni che hanno diritto al ristorno fiscale se la percentuale del fosse portata dal 38,8 al 12,5 per cento.
Preoccupati della mancanza di un dialogo tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica e convinti che “riprendere i negoziati sarà sicuramente di giovamento per le buone relazioni tra i due Paesi, per lo sviluppo dell'economia e servirà anche ad adeguare ai tempi una legislazione datata”, ci chiediamo quali siano le motivazioni che hanno impedito la ripresa del dialogo tra Italia e Svizzera e l'apertura di un tavolo negoziale, quali azioni intenda porre in essere il Ministro degli Affari esteri per avviare un negoziato tra l'Italia e la Svizzera al fine di dare soluzione alle numerose questioni aperte che attendono da tempo risposte e soluzionii, in particolar modo in merito alla spinosa situazione del ristorno fiscale all'Italia.
Infine, ci si chiede quali procedure si intenda attivare per accelerare il trasferimento dei ristorni fiscali versati dalla Svizzera ai Comuni che ne hanno diritto, già alle prese con le enormi difficoltà finanziarie prodotte dalle ripetute manovre di contenimento della spesa pubblica”.

Fabio Zagari - Segretario PD Arcisate


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